Medicina: liberi dall’alluce valgo in 15 minuti

È da sempre considerato il simbolo della femminilità, tocco di perspicace ed inimitabile sensualità nel vestiario di ogni donna e, per dirla tutta, elemento di seduzione per il mondo maschile…. Il tacco.

Ma quanto costa, oltre al vero senso della parola indossare un tacco? Più precisamente, quanto costa alla salute di noi donne? Molto di più di quanto immaginiamo.

La patologia podalica più frequentemente associata all’utilizzo di un rialzo eccessivo sotto il calcagno (tacco alto) è l’alluce valgo, noto anche come “patata” del piede, è una patologia particolarmente diffusa, capace di rendere impossibile la vita di molti.

Dal punto di vista scientifico viene definito come deviazione della prima articolazione metatarso-falangea, è una vera e propria patologia del piede molto dolorosa che colpisce soprattutto le donne “shoes addicted”, cioè tutte coloro che amano indossare tacchi alti e scarpe a punta. Una patologia che può anche insorgere per una predisposizione familiare o per il morfotipo del piede.

L’alluce valgo provoca forti dolori spesso associati ad una sensazione di bruciore intenso ma soprattutto ad una progressiva deformazione del piede che implica una deviazione dell’alluce verso le altre dita, una conseguente rotazione causata dal progressivo squilibrio muscolare e una dislocazione del primo metatarso in direzione opposta a quella del dito. Quest’ultimo fattore è infatti responsabile della caratteristica formazione ossea, chiamata esostosi, che può dare origine a dei processi infiammatori ricorrenti che possono provocare anche ulcerazioni della cute.

La cura prevede una terapia chirurgica

L’intervento chirurgico, che prevede una lunga e dolorosa riabilitazione, è sostituito da una nuova metodica percutanea. Questa metodologia innovativa viene eseguita in anestesia locale, dura tra i 10 e i 15 minuti, e in regime ambulatoriale, cosi da garantire la risoluzione definitiva del problema con un rapido recupero post-operatorio.

Attraverso due piccoli fori, inferiori al centimetro, è possibile favorire l’inserimento di frese dalle dimensioni ridotte, grazie alle quali è possibile compiere più gesti chirurgici mirati al problema. Alla fine dell’intervento viene praticato un bendaggio che il paziente terrà all’incirca 15 giorni. I vantaggi di questa nuova tecnica sono: la rapidità dell’intervento, l’assenza di grosse ferite, decorso post-operatorio praticamente immediato, la riduzione drastica del dolore la totale assenza di mezzi di sintesi (chiodi o fili metallici) che provocano maggior dolore e che possono sostenere intolleranze ed infezioni. Entro 10-15 minuti dall’operazione,  il paziente può subito camminare indossando una speciale calza.