Un movimento si dice funzionale quando rispecchia i gesti della vita quotidiana, movimenti naturali realizzati grazie alla contrazione sinergica di più gruppi muscolari. L’allenamento funzionale non si focalizza sull’isolamento del singolo muscolo, ma coinvolge intere catene cinetiche ed offre la possibilità di effettuare esercizi che mirano al miglioramento della qualità di vita e all’esecuzione delle attività del quotidiano in modo sicuro ed efficace.

Negli ultimi 10 anni, c’è stato uno spostamento verso un approccio di allenamento più funzionale rispetto ai metodi convenzionale di bodybuilding. La rivoluzione è iniziata, come spesso accade, in America, e la formazione funzionale è stata lentamente adottata da allenatori e personal trainer. Uno dei tanti segni che l’approccio funzionale sarebbe l’onda del futuro è stato quando i grandi produttori di macchine isotoniche hanno iniziato a introdurre quello che loro chiamano macchine ” a terra “, e anche per la produzione di base squat rack e panche di peso. A questo punto la scrittura era sul muro. Il pubblico aveva parlato con i loro portafogli, e la popolarità delle macchine, in particolare nella zona preparazione atletica, era in declino.

L’allenamento funzionale rappresenta uno dei trend dominanti del fitness e del wellness a livello mondiale. L’idea guida è quella di riscoprire il movimento naturale attraverso esercizi ed attrezzature che offrono all’individuo la possibilità di muoversi liberamente e di allenare forza muscolare, equilibrio e flessibilità allo stesso tempo. Il training funzionale è oggi un allenamento di estrema completezza e di grande impatto emotivo, che garantisce fidelizzazione e spirito di gruppo. Gli esercizi sono di carattere globale e multi articolari, potendo essere utilizzato come mezzo di varie vie metaboliche. L’attivazione metabolica può raggiunge alti livelli, forza, anche la coordinazione e la destrezza.

Un concetto che viene comunemente sbagliato è correlare l’allenamento funzionale ad un’alta intensità, cosa che non è assolutamente vero. Possiamo svolgere un’attività funzionale ad alta intensità, sottintesa sia come velocità sia come peso, ma prima di aumentare l’intensità dobbiamo dominare i pattern biomeccanici cioè eseguire bene i movimenti.

Il corpo umano è una macchina potente ma complessa allo stesso tempo, solo per camminare utilizziamo circa 200 muscoli diversi. Questa complessità motoria può comportare a delle imperfezioni motorie e adattamenti scorretti, cosa molto comune nell’essere umano moderno. Da questo concetto e dalle varie problematiche posturali (statiche o dinamiche) che nasce l’approccio funzionale correttivo. Secondo Gray Cook, uno dei precursori dell’attività funzionale correttiva, il corpo umano è solo una pila di articolazioni. Ogni serie di articolazioni ha una funzione specifica ed è soggetta a livelli prevedibili di disfunzione. Come risultato, ogni articolazione ha particolari esigenze di allenamento.

Per svolgere le attività quotidiane in qualità l’essere umano deve avere un buon grado di mobilità articolare e ottimo controllo e sinergia muscolare. Tuttavia però, nello sforzo di rendere tutto funzionale, allenatori e atleti finiscono per trascurare le importanti funzioni di stabilizzazione di alcuni gruppi muscolari.

I tre gruppi principali che hanno bisogno di un buon indice di stabilità sono:

  • Gli addominali profondi (trasverso dell’addome e obliquo interno)
  • Gli estensori e rotatori dell’anca
  • Gli stabilizzatori scapola.

Può sembrare molto difficile ma in pratica ci vuole poco per iniziare ad imparare un movimento che fa parte del nostro “DNA Motorio”, aggiungo dicendo che i risultati si vedono molto presto. Imparare a sedere correttamente, a sollevare una scatola, a spingere o lanciare un’oggetto senza avere paura di farsi male è veramente un cambio di vita. Quindi non resta altro mettere azione e provare a diventare più funzionale!

 

References:

http://www.humankinetics.com/excerpts/excerpts/what-is-functional-training

http://graycookmovement.com/?p=118

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