Dedico l’articolo di oggi al tema dell’allenamento ideale, cercando di fornire una panoramica, mutuata tra visioni ed esperienze soggettive – quindi punti di vista – e oggettività degli elementi che lo possono/devono comporre. Usando le parole del Dott. Simone Losi, uno tra i personal trainer italiani più qualificati, “Per allenamento ottimale si intende il miglior rapporto tra intensità di allenamento e durata dello stesso, corretta frequenza di allenamento e utilizzo degli esercizi più idonei in base alle caratteristiche fisiche e posturali del soggetto.”. Era esattamente ciò con cui volevo introdurre quanto in oggetto, e quindi prendo in prestito più che volentieri le parole del collega.

Prima di tutto, necessità e obiettivi

Stante quindi la premessa, definire nei dettagli l’allenamento ideale diventa un’impresa ardua e monumentale, sulla quale oggi mi soffermerò senza troppe specificità. L’allenamento può svolgersi quindi secondo necessità ed obiettivi: la necessità di un recupero funzionale dopo lunga inattività (sedentarietà, traumi), il raggiungimento ed il mantenimento di una buona forma ed efficienza fisica (l’obiettivo della maggioranza dei target socio-demografici), mantenimento ed aumento prestazionale in ambito sportivo-agonistico (medio-alta intensità per atleti delle innumerevoli discipline esistenti).

I cardini: Forza, resistenza e flessibilità

11x12-newsletterCome a suo tempo già esposto, ci sono alcuni punti fermi e imprescindibili che non dovrebbero MAI mancare in qualsiasi forma di allenamento, e sono forza, resistenza e flessibilità, da sviluppare e mantenere attraverso programmi ben precisi e contestualizzabili in ogni situazione e per qualsiasi esigenza. Nella mia esperienza professionale mi sono reso conto di come questi elementi debbano sempre far parte dell’allenamento ideale, ovviamente rivisti in relazione al target di riferimento.

Ad esempio, un protocollo di allenamento della forza massimale sarà totalmente diverso per una persona ultrassessantenne rispetto a quello usato per una persona di 35 anni, le cui finalità possano magari essere di tipo sportivo o comunque prestazionale. E ancora, una seduta di stretching o di yoga dinamico dovrà essere riveduta al ribasso se proposta a persone la cui flessibilità risulti ridotta per vari motivi: ad esempio, un calciatore o una persona non sportiva, sedentaria e comunque caratterizzata da rigidità muscolare potrebbero, in questo caso, risultare unite da questo comune denominatore.

Dove e come?

Altri punti di discussione in merito all’allenamento ideale possono essere il “dove” e il “come“: fermo restando che luoghi quali palestre, centri sportivi e studi specializzati restano le realtà maggiormente idonee per qualsiasi forma di allenamento, è vero che spazi all’aperto o anche la propria abitazione, attraverso una gestione intelligente, potranno diventare “palestre” eccellenti per poter praticare attività fisica.

Proprio su questo tema, sono stati pubblicati qualche mese fa su Facebook dal Dott. Alessandro De Vettor (altro trainer molto qualificato) una serie di video incentrati sulle possibilità di allenamento da svolgersi tra le pareti domestiche. Questa è ad esempio una possibilità concreta ed estremamente efficace di cui potranno fruire tutte quelle persone che, per un motivo o per un altro, non possano recarsi in palestra (scarsa disponibilità di tempo per lavoro e/o management familiare, idiosincrasie di vario genere…).

amrapSul come allenarsi, anche qui sarebbe possibile descrivere una serie sterminata di variabili. Un esempio semplice ed estremante efficace potrebbe essere un workout estemporaneo da me condiviso la scorso agosto insieme ad alcuni amici sotto la guida di un mio collega (trainer di CrossFit esperto e molto preparato): svoltosi all’aperto, per la durata di “soli” 15 minuti e con soli tre esercizi a corpo libero (ciascuno caratterizzato dia un numero differente di ripetizioni rispetto all’altro) ripetuti in una modalità definita AMRAP (As Many Rounds As Possible, ovvero quanti più round possibili nell’arco temporale), ho personalmente osservato l’efficienza di quanto svolto e la diversa risposta (immediata e posticipata) sui vari soggetti partecipanti. Il tutto si descrive da sé, senza troppi fronzoli.

Ovviamente, è necessario che sia gli esercizi, sia le ripetizioni e la sequenza che li caratterizza vengano impostati con criterio da parte del trainer che li propone, ed ovviamente in relazione alle persone che debbano fruire di un simile circuito. E’ vero anche che, in questo modo, si sostanzia perfettamente il concetto delle “scuse“, deterrente attraverso il quale l’essere umano tende a limitarsi in ogni campo lo riguardi: non ci sono scuse. In questo modo chiunque, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, può davvero fruire del beneficio immenso e duraturo dell’esercizio fisico.

L’ultima cosa che ritengo di dover aggiungere riguarda la visione olistica del movimento, in quanto connaturato all’essere umano: l’allenamento ideale deve veramente poter condizionare tutto il corpo, nessuna parte esclusa, attraverso l’espressione di forza, resistenza e flessibilità. Non è difficile 😉

Strong and Happy, Now! Sempre, comunque e dovunque!