Il metodo Feldenkrais prende il nome dal suo inventore, il fisico e ingegnere israeliano Moshe Feldenkrais.

Durante la sua permanenza a Parigi nel 1940,  riporta una lesione ad un ginocchio che si aggrava a tal punto da costringerlo a letto, ma a quei tempi le prospettive di un intervento erano scoraggianti. Fu così che Feldenkrais cominciò a sperimentare su stesso, studiando il proprio modo di muoversi ed affinando la propria sensibilità cinestetica.

Un pò alla volta insegnò a se stesso a camminare in un modo nuovo, efficace e privo di dolore. Questo successo indusse Feldenkrais a provare le proprie scoperte e a svilupparne un metodo d’apprendimento. Presto si dedicò esclusivamente al tema dell’apprendimento, al suo rapporto con l’evoluzione umana e con il movimento, sia come ricercatore che come praticante e insegnante. Abbinò così negli anni la conoscenza e la pratica delle arti marziali orientali alle conoscenze della fisica, della meccanica, dell’anatomia e delle scienze cognitive e della neurobiologia, occupandosi a fondo degli approcci affini al suo pensiero (Tecnica A lexander, Sensory Awareness ).

Molte delle sue ipotesi e intuizioni sul modo di funzionare del sistema nervoso, sono oggi confermate dai più recenti modelli delle Neuroscienze. D.

Si, ma… cosa si fa nelle lezioni di Feldenkrais?

Esistono due modalità del metodo, una si chiama “Consapevolezza Attraverso il Movimento” (CAM) e l’altra “Integrazione Funzionale” (IF). La prima verbale e di gruppo, la seconda non verbale e individuale. In entrambe le lezioni la postura viene cosiderata non staticamente ma osservando il modo in cui il corpo si muove e si organizza per eseguire il movimento richiesto.

Come si fa a cambiare il modo di muoversi con il movimento, non è una contraddizione?

I processi motori insegnati, sono proposti seguendo un mo do e un sistema di “strategie” studiate proprio per permettere al sistema nervoso di distrarsi d agli schemi motori abituali e ripetitivi a cui tutti siamo sottoposti nella vita quotidiana e scoprirne di nuovi, integrando nuove parti del corpo e pattern motori, dimenticati o, talvolta, mai acquisiti nel pr ocesso di apprendimento e nella mappa corporea. Le CAM per esempio, si svolgono eseguendo una serie di movimenti (Processi) che l’insegnante condurrà solo verbalmente, evitandone volutamente la dimostrazione, in modo che in ciascuno dei partecipanti si attivi un personale percorso di comprensione e di esplorazione. Questa è una delle numerose strategie – come la lentezza/velocità di esecuzione, la reversibilità del movimento, l’esecuzione di movimenti inusuali, in posizioni o in modi inusuali – usate, per evitare il ricorso al “pilota automatico”, cioè all’utilizzo di schemi motori abituali e pre-esistenti, che non favorirebbero l’apprendimento di un nuovo modo di usare il corpo. Allo stesso tempo, inserendo qualcosa di nuovo, inaspettato o inusuale il vecchio mo do si “smonta” temporaneamente per “rimontarsi” arricchito, se si sono avuti il tempo e l’a ttenzione necessarie a riconoscere le sottili differenze intervenute.

Quindi è più importante il “come” si esegue il movimento dell’esecuzione in sé?

Esatto, proprio così! Il movimento nel Feldenkrais diventa un mezzo, oggetti vo e concreto per favorire la consapevolezza, presupposto necessario all’ apprendimento di un più eff icace e consapevole uso di se stessi in tutte le funzioni di base come: stare in piedi, alzarsi da una sedi a o sedersi, prendere un oggetto in alto, correre, saltare, piegarsi a prendere qualcosa, ma anche in quelle più raffinate e complesse come: danzare, saltare, andare a cavallo, suonare uno strume nto, dipingere o colpire di scherma.

Allora lo possono fare tutti?

Si, e questa è la buona notizia! La capacità di imparare è innata e l’uomo è predisposto ad imparare per tutta la vita. Tramite la consapevolezza e lo sviluppo della capacità di apprendimento si guadagna un migliore modo di muoversi, (liberando l’intenzione dalle azioni “parassite”) e, insieme una migliore qualità di tutte le funzioni vitali (la respirazione, il sonno, l’umore) e della vita.

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